Introduzione alla ceramica

Introduzione al meraviglioso

 
ed affascinante mondo della ceramica

 

I quattro elementi essenziali della ceramica sono


TERRA - argilla, materia di base
ACQUA - dà all’argilla la necessaria malleabilità e plasmabilità
ARIA - essicca l’argilla umida
FUOCO - con la cottura l’oggetto assume la sua forma definitiva

 

Il termine Ceramica anticamente si pensava derivasse dal greco Keras che significa corna. Il collegamento si deve al fatto che l’uomo ai primordi della civiltà si serviva di corna di animali bovini per contenere bevande come l’acqua o il vino. Il termine moderno è stato introdotto dall’Archeologo Giovanni Battista Passeri in una sua opera del 1752 facendolo derivare dal greco Keramos che significa argilla.
Oggi si definisce ceramica qualsiasi impasto a base di materia plastica terrosa (argilla, caolino, fondenti, ecc.) che ha subito un adeguato trattamento termico, il quale, procurando alla pasta la perdita della plasticità, apporta invece durezza e resistenza lasciando inalterata la forma di modellatura.

ARGILLA

L’argilla è l’elemento principale e più importante per la fabbricazione delle ceramiche.
Le argille impiegate in ceramica sono generalmente mescolanze naturali di vari minerali argillosi (caolinite, montmorillonite, illite, clorite, ecc.) accompagnate da una componente accessoria di varia natura (feldspati, quarzo, carbonati, ossidi, materie amorfe, sostanze organiche). La formazione geologica delle argille è dovuta alla decomposizione delle rocce silico-alluminose per l’azione combinata degli agenti atmosferici e dell’ambiente nel quale si produce l’alterazione.

CAOLINO (China clay)
È dotato di proprietà plastiche inferiori a quelle che si annoverano nelle argille di origine sedimentaria, perchè in confronto a queste ultime ha particelle di più grandi dimensioni e di più accentuata cristallinità. Siccome le impurezze di ferro sono limitate soltanto a tracce, il caolino possiede la qualità peculiare di cuocere bianco e costituisce perciò la materia prima
fondamentale per la produzione della porcellana.

Altri materiali che compongono gli impasti ceramici

QUARZO

È la materia prima “magra” (non plastica) complementare di maggiore importanza. Esso è abbondantissimo in natura; è caratterizzato da stabilità chimica e da buona durezza ed il suo impiego ceramico è di così elevate proporzioni da renderlo presente, nelle più varie percentuali, in quasi tutti i tipi di composizioni ceramiche. Viene utilizzato allo stato di roccia quarzitica e di sabbia.

FELDSPATI

Sono alluminosilicati di potassio, sodio e calcio. Sono i principali “fondenti” nell’industria ceramica.

CALCARE

È un minerale a base di carbonato di calcio sempre presente nelle argille per faenze smaltate e nelle terrecotte caratterizzate, dopo cottura, da una colorazione nocciola, e da un’accentuata porosità.

DOLOMITE

Carbonato di calcio e magnesio, è il tipico componente delle terraglie tenere. Dà un’accentuata porosità e inoltre solidità e coesione al prodotto ceramico cotto a 1000°C.

 

Definizione e classificazione dei prodotti ceramici

Terrecotte: sono materiali ottenuti da una cottura tra i 900° e i 1000°C di argille comuni ricche di minerali di ferro, caratterizzate da un colore rossiccio e da un corpo poroso. Appartengono a questa categoria i laterizi e le terrecotte artistiche e architetturali.

Faenze: sono terrecotte invetriate in superficie, le cui argille sono state raffinate. La temperatura di cottura è compresa tra 920° e 980°C. Quando vengono ricoperte con smalto bianco me decorate vengono chiamate "maioliche".

Terraglie: sono caratterizzate da un corpo poroso, bianco; sono suddivise in terraglie tenere e forti. Le distinguono una diversa temperatura di cottura (rispettivamente 950°-1050°C le prime e 1050°-1150°C le seconde) e una diversa composizione dell’impasto. Le terraglie tenere hanno un’elevata porosità e scarsa resistenza meccanica, le forti sono meno porose e più resistenti.

Grès: sono così denominati diversi prodotti la cui caratteristica comune è da attribuirsi all’insorgere, durante la cottura, di una vetrificazione lenta e graduale. I prodotti assumono così un’elevata compattezza e resistenza. Il grès è cotto a temperatura comprese tra 1200° e 1300°C. Ha colore bianco grigiastro, oppure marrone, con porosità ridottissima.

Porcellane: sono caratterizzate dalla loro bianchezza, dalla translucidità, dall’elevata resistenza alla scalfitura e dall'impermeabilità. Si dividono in porcellane tenere (cotte fino a 1200°-1300°C) e dure (cotte a 1300°-1400°C).

In porcellana è prodotta tutta la stoviglieria di uso quotidiano. Non possiamo dimenticare l’uso della porcellana nell’arte fin dai tempi più antichi.

Refrattari: sono composti con materie prime naturali ad alto tenore di allumina, e per questo hanno la proprietà di resistere alle alte temperature fino a 1600°- 1700°C. In base alla composizione si suddividono nelle seguenti classi: a base di quarzo, silico-alluminosi, alluminosi, magnesiaci, cromo-magnesiaci, al carburo di silicio, ecc.